#2 cartoline dal purgatorio project / ester

#2 Luca Vs Ester

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racconto di: Luca LUCHERINI

foto: Ester RUBERTO

FABIO
Fabio è disperato. L’idea di tornare in ufficio lo annienta. Preso da un raptus sale sulla metro sbagliata. Il vagone ha un graffito a forma di pene. All’interno un barbone occupa cinque posti. La puzza riempie l’ambiente. La voce registrata scandisce i nomi delle fermate, più il treno si allontana e più l’ansia di Fabio cresce.
Ormai dovrebbe essere arrivato in periferia, invece la voce dice «Mazzini». È la fermata del suo ufficio. Si alza di scatto come sempre. Poi realizza l’incongruenza. «Com’è possibile?»
Il barbone gli mostra tre denti marroni in un sorriso.
Fabio scende più in basso, c’è un’altra linea, ci sale al volo. È il più sudato della carrozza. Gli altri passeggeri lo osservano, tesi.
Ma dopo mezz’ora stesso risultato. La voce recita: «Mazzini».
«Hey!» dice rivolto all’altoparlante. «Mi state facendo un Truman show?»
La gente lo ignora.
Sale in superficie. L’edificio che ospita il suo ufficio è un grande poliedro di vetro. Decine di impiegati entrano nei tornelli grazie al badge ma quello di Fabio non funziona.
«Apra subito» urla all’uomo della sicurezza. Questi si ricorda bene di lui, ha già avvisato chi di dovere. Un ascensore si apre e ne esce un uomo basso e unto, abito costoso e scarpe di vitello.
Quando Fabio lo vede attacca: «Rivoglio il mio posto, Mentoli, la imploro».
«C’è un ordine restrittivo che le vieta di entrare qui. Lei è un ladro. Questa azienda la disprezza».
«Erano solo fogli di stampante» ne tira fuori un pacco intonso. «Li ho riportati. Mentoli, torni qui!»
Mentoli ha battuto i tacchi ed è rientrato in ascensore. L’uomo della sicurezza guarda Fabio con gli occhi di un cervo imbalsamato. Gli mostra l’uscita.
Nella metro il vagone è di nuovo quello con il graffito di un pene. Il barbone non s’è mosso. Fabio si sfoga su di lui: «Perché mi segui, bestiaccia?»
«Io ci vivo sulla Circolare».
«Voi puzzoni pensate sempre di essere le vittime numero uno ma siete solo dei falliti».
Quello ride fino a tossire.
Fabio si copre la faccia. Spera che una volta tolte le dita l’incubo sarà finito.
I denti marroni del barbone si muovono di nuovo: «Per due euro a notte puoi prenderti la fila da cinque di fronte alla mia. Pagamento anticipato»

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