# 6 cartoline.dal.Purgatorio.Project / Ester

#6 Luca Lucherini vs Ester Ruberto

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Un uomo nudo esce dall’acqua e cammina sul molo fino alla strada, dove prende la direzione della piazza centrale del paese. Alto 159 cm, 143 kg di peso, avanza a passi spavaldi, cadenzati, pendendo in avanti come un bove che si regga a fatica su due gambe. Dita dei piedi insaccate, unghie lunghe, il vermicello nero sotto ad ognuna. Micosi gialle agli alluci. Cosce tamugne striate di smagliature si raschiano l’un l’altra alimentando un’infiammazione cronica fatta di puntini sanguinolenti fino allo scroto. Il pene grinzoso, base sottile, glande a diamante, fa da capezzolo alla sfera di lardo pubico che staziona sotto una grossa colata di grasso che un tempo era l’addome e che ora è riconoscibile dal cadente ombelico nel quale entrerebbe il pugno di un bambino. La schiuma di sudore esce da sotto i flosci seni adiposi, coperti da peli unti. Mani dai palmi larghi e dita corte. Sulle nocche croste di psoriasi grattate dall’impazienza. Avambracci neri di peli, bicipiti e spalle uniti in un solo muro di pelle rossiccia, macchiata dal sole. Un salvagente di lardo intorno al collo forma un cuscino puntinato di barba su cui poggia la testa. Il mento è spinto all’interno, la bocca piccolissima, carnosa, viola, umida di saliva in eccesso, i baffi spioventi, marcati, il naso deforme da pugile, occhi minuscoli, due spazzole come sopracciglia. Capelli lunghi, radi, schiacciati all’indietro nel tentativo vano di coprire la calvizie.
«Che fa Don Mimì?» dice un ambulante.
«Ma è proprio lui?» fa eco un ragazzo.
Il chiacchiericcio diventa psicosi isterica nella piazza. Barbiere, tabaccaio, macellaio escono dai loculi con i rispettivi clienti. Tutti a guardare il boss temutissimo, nudo ma trionfante.
Don Mimì entra nel bar centrale, dove i pensionati giocano a carte. Ordina caffè e cornetto.
Tutto il paese è ormai riunito, chiassoso, nella piazza adiacente. Il barista si pulisce le mani tremanti sul grembiule. Gli altri clienti, muti, escono di fretta. Don Mimì rimane solo, finisce il cornetto con calma e finalmente si posiziona sotto l’insegna del bar. Alza una mano per chiamare il silenzio. La piazza tace all’istante. Con voce rombante espone il suo annuncio.

racconto di Luca

foto di Ester

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